Aperitivo al Museum

Dove una volta c’era un posto storico, il Pub Bratislava, è stato aperto di recente un nuovo locale: Museum.

La posizione, per chi si ricorda il Bratislava del mitico Paolo Rinaldi, è un pò nascosta; si entra da un vicoletto laterale all’inizio di Corso Cavour, per poi trovarsi, appena si varca il portone, in corridoio che si apre su un’ampia sala con volte in pietra. Le altre stanze poi si articolano in spazi che sono stati destinati a diverse funzionalità: spazio per mostre artistiche, enoteca, mentre la sala principale dispone di un angolo dedicato alla musica dal vivo.
L’atmosfera medioevale della struttura, classica per il centro storico, è il perfetto contrasto con la modernità degli arredi (ad es. sedie in plexiglass) e del bancone centrale del bar  tondeggiante.

Ma veniamo a noi!

I ragazzi del personale sono gentilissimi e disponibili. Avendo da poco frequentato un corso da barman di aperitivi per diletto, mi sono affacciata anche a questo mondo e mi sono accorta di quanto ora ci siano pochi posti che sanno fare un aperitivo: è un tipo di consumazione un pò caduta in disuso, il senso dell’aperitivo è diventato più quello di una cena (la famosa -argh! – apericena), e di conseguenza viene spesso accompagnato da un calice di vino. Ebbene, al Museum la scelta di aperitivi è interessante, a partire dai diversi tipi di liquori, che sono poi la materia prima; i vermouth, per esempio, sono almeno tre, a seconda del cocktail che si chiede, e questo già denota attenzione e cura.
A me è stato servito un Sauvage…ho cercato on line notizie ma non ne ho trovate molte; mi pare di aver compreso che la versione più comune sia il Fraise Sauvage, ma io per stagionalità avevo chiesto qualcosa di agrumato, quindi il bartender ha improvvisato: in calice da vino, opportunamente ghiacciato, ha aggiunto vino bianco e moscato (mi diceva solitamente si usa il prosecco al posto del moscato), liquore al sambuco e sciroppo di zucchero. Guarnito con fetta di limone, foglioline di menta e ciliegina. Somiglia un po’ all’Hugo, ma meno dolce e poco alcolico.

 

cocktail

cocktail “sauvage”

Ciò su cui mi vorrei soffermare è il buffet aperitivo, la cui qualità spicca.
Accanto ai classici affettati, disposti però molto elegantemente piegati,e a una montagna (letteralmente!) di olive sormontate da mozzarelline e pomodori secchi, si trovano anche piatti di verdure calde e…sorpresa, sorpresa…la farinata di ceci! In piccoli quadratini caldissimi perchè appena usciti dalla cucina, un tocco di originalità. La cura si intravede anche da come è ben ordinata la tavola dove sono disposti piattini e forchette,anch’essi disposti a formare cerchi; i dettagli fanno spesso la differenza. Ho capito che la musica dal vivo è la parte più interessante del locale,ma l’aperitivo mi è sembrato superiore a tanti altri posti più gettonati.

Perugini, che aspettate a riempirlo anche in orario aperitivo?

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